Sto lavorando al logo….sinchè non faccio il logo sono bloccata su tutto il resto: immagine coordinata, sito, promozione. e senza queste non si va da nessuna parte. Sarà deformazione professionale? forse

Quando si dice che “il ciabattino non fa le scarpe per la propria famiglia” è il caso di dirlo…ci azzecca tutto. Ignoro le problematiche che riguardano il progettare e realizzare artigianalmente una calzatura su misura, conosco però benissimo quelle di studiare un logo efficace (e, di conseguenza, la propria immagine coordinata e quindi la propria comunicazione ma questo viene quasi naturale una volta definito il logo).

Uno dei motivi per cui ho deciso di non fare più la grafica per gli altri è che raramente capita che un cliente ti affidi lo studio del suo logo e tutta l’immagine coordinata e, più unico che raro. è riuscire a reperire tutte le informazioni necessarie ma soprattutto avere il tempo necessario per l’ideazione con tutte le revisioni fino al raggiungimento del risultato a regola d’arte.

Progettare un logo non è uno scherzo: non lo è per il designer incaricato di farlo ma è anche molto più importante per l’attività che dovrà rappresentare.

La sua progettazione impone il rispetto di regole molto rigide le quali però garantiscono un logo fatto bene.

Quello che mi blocca è che dovendo realizzare questo logo per me, se è vero che per me non è un mistero ciò che voglio comunicare e a chi, sono anche esposta alle mie paure, i dubbi, le certezze e le insicurezze….i sogni e i timori concernenti quello che sto realizzando.

Molte cose successe ultimamente hanno inquinato la mia capacità di vedermi mentre sto realizzando il mio progetto.  Sapersi vedere, immersi nella vita che abbiamo progettato di realizzare è fondamentale, almeno per me. Perchè sono fortemente convinta che se ti immagini in una data situazione, per quanto differente da ciò che sei ora, è comunque possibile raggiungerla, renderla realtà.

Diversamente, se non riesci ad immaginarti immerso nella vita che vorresti forse c’è qualche problema, se provi poi a forzare la cosa e scopri di pensare a situazioni in cui non ti senti a tuo agio, forse la vita che pensi di volere per te non è veramente ciò che vuoi ma piuttosto – e capita più spesso di quanto non si creda – quello che sai che si aspettano gli altri da te.

Io so solo una cosa: mi vedo e soprattutto quando ci penso mi percepisco a mio agio nella vita che immagino giusta per me, ma sono anche consapevole delle sfide che ho davanti e che un poco mi spaventano perchè sono cose nuove per me o situazioni che non vivo più da molto tempo perchè negli ultimi 6 anni il mio mondo si è ridotto drasticamente e le mie frequentazioni pure. Io non so se so stare ancora bene in mezzo alla gente… se una bancarella al Balùn sia davvero un ruolo giusto per me, ma mi ci vedo e mi ci vedo felice.

Disegnare il mio logo lo sto trasformando in una risorsa piuttosto che un’ostacolo: un modo per riprendere a visualizzarmi: immaginarmi mentre faccio quello che voglio fare e compiere i passi necessari per arrivare a fare cose che ora per me sono abbastanza straordinarie.

Occorre cambiare abitudini e dialogo interno… dare un taglio netto col passato e per questo ci vuole il suo tempo perchè è un percorso graduale che si può forzare sino ad un certo punto, pena la regressione. Il meccanismo è lo stesso di quando si fa una “dieta” alimentare: partire dall’idea che sarà una cosa temporanea è ciò che fa si che spesso i chili persi li si riprenda con gli interessi. Migliorare il proprio stile di vita invece consiste nell’acquisire nuove abitudini in luogo di vecchie abitudini in maniera stabile e non eccezionale.

Per questo ci vuole autodisciplina. E se anche questa non è consolidata va considerata come una nuova abitudine da acquisire. 🙂

Come al solito il grosso del lavoro è in background e non è detto che mantenga il ritmo che in maniera grossolana ho stabilito arbitrariamente: sopravvalutando le mie risorse e sottovalutando la difficoltà di mantenere il focus ma soprattutto la forza di non arrendersi e trovare nuove strade. Accettare i propri limiti… e imporsi delle regole, sapendo che è un piccolo sacrificio per migliorare il mio stile di vita e il mio benessere, avvicinandomi sempre di più alla me che voglio diventare, la vita che voglio vivere e che merito.

A giorni spero di finire il lavoro sul logo così potrò continuare speditamente con il terzo passo…e i seguenti.

Ho dovuto posticipare ancora di un mese la mia partecipazione al gran balùn poichè non mi piace fare le cose improvvisate solo perchè devo farle. Il mio obiettivo è costruirmi un futuro stabile e di li partire per nuovi progetti, per costruire un futuro stabile c’è bisogno di buone fondamenta. Le fondamenta non si costruiscono improvvisando ma pianificando attentamente tutto.

 

 

 

 

 

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