Son successe cose, questa settimana, che mi hanno inevitabilmente dato da riflettere.

In primis uno scherzetto che la nostra mente ci fa quando valutiamo la realtà intorno a noi, soprattutto quando inevitabilmente giudichiamo chi ci circonda. E in secundis la difficoltà di comunicare col prossimo, a partire appunto dallo scherzetto che dicevo.

È inevitabile, inutile che ci facciamo illusioni: giudichiamo. Giudichiamo ogni volta che qualcosa o qualcuno nel bene o nel male entra nella nostra sfera di attenzione, per qualsiasi motivo. Spesso però questi motivi sono questioni che ci stanno a cuore, che ci interessano e ci attraggono o diversamente cose che ci indignano. Ugualmente spesso son cose che pensiamo di noi stessi e la nostra mente ne cerca continuamente conferma, all’esterno.

La nostra realtà e la nostra verità però è sempre diversa da quella altrui perchè tutti noi, singolarmente, giudichiamo secondo la nostra esperienza che è composta di molti fattori.

Per esempio quello che si chiama comunemente razzismo è una difesa istintualmente elementare che interviene ogni volta che scorgiamo qualcosa che non capiamo (e succede a tutti e per i motivi più disparati); mentre la fede, la religione e la spiritualità può “aiutare” alcuni di noi a comprendere cose che sono de facto inspiegabili.

Ognuno si aggrappa a quello che può, quello che secondo la sua esperienza ritiene giusto o sbagliato. Qualsiasi altra persona è un’altro mondo rispetto a noi, per quanto ci possa essere simile, è comunque diversa. E i fattori su cui basare questa diversità sono innumerevoli…

Alcune persone però non ne sono consapevoli o se lo scordano: è più facile vivere pensando che il mondo vada come diciamo noi piuttosto attraverso innumerevoli azioni compiute da altri, diversi da noi, che non possiamo in alcun modo controllare ne prevedere: tutto ciò è molto frustrante.

Succede per esempio che ascolti lo sfogo di un’amico e ti rendi conto che, almeno secondo te, le motivazioni sono inesistenti. Già… per te, per lui magari sono di fondamentale importanza.  Succede che non comprendi come un’altra tua amica possa vivere in una maniera che tu non concepisci, che sia incapace di cogliere le opportunità ed avere le priorità che, molto probabilmente, solo tu hai e vedi. Lei no, perchè ha alle spalle un’esperienza diversa dalla tua e magari sta adottando un’altra strategia…o magari ha altre priorità…nel bene e nel male. È giusto, siccome non corrisponde a noi,  darle della fallita e che si deve ricoverare?

Insomma avere a che fare con gli altri, chiunque essi siano, e cercare di andarci d’accordo è un gran bel lavoraccio. E’ faticoso ma siccome siamo una specie che non può fare a meno di vivere in comunità per sopravvivere dobbiamo farci i conti, con questa fatica.

Non è che sto dicendo che ci deve piacere tutto dell’altro per andare d’accordo. O che si debba andare per forza d’accordo con tutti. Diciamolo, ci sono persone che a pelle ci stanno sulle palle…o sulle ovaie! Altre che hanno comportamenti scorretti o condotte che noi non approviamo… altre con cui non condividiamo un bel niente.

Tuttavia anche le persone più vicine a noi, a cui vogliamo bene, a cui ci interessiamo e che ci interessano sono diverse da noi…

Se teniamo a mente questo ma anche quello che loro nel loro piccolo ci danno è più semplice mantenere un’atteggiamento obiettivo e neutrale nei loro confronti e quindi riuscire a capire quando davvero è il caso di “criticarli” e come trovare le parole adatte per farlo. E’ questa la fatica: comunicare efficacemente.

Necessariamente quando si tratta del prossimo bisogna mantenere una certa distanza e valutare con obiettività e assolutamente non in maniera soggettiva anche quando la situazione ci prende per i capelli e ci rimembra situazioni da noi già vissute e che ci fanno male. La strada a cui è arrivato l’altro è stata comunque diversa da quella da noi anzitempo intrapresa, nel bene e nel male.

Ci ho messo un po’ a capire ste cose, ma soprattutto capire che sono sempre state dentro di me…

P.s. Ho finalmente concluso la progettazione del logo. A giorni lo pubblicherò qui….Questo logo, almeno professionalmente, mi rappresenta. Ed è imperfetto ma mi piace proprio per questo: mi rappresenta.

 

 

 

 

 

 

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