Mi rendo conto di aver “frignato” abbastanza e che dopo questi giorni di silenzio, di ritirata strategica è venuto il momento di tirare fuori le unghie e di reagire.

A me piace molto una citazione:

Ci sono due scelte fondamentali da fare nella vita: accettare le condizioni preesistenti o accettare la responsabilità di cambiarle.

Denis Waitley.

Ogni volta che mi sento un po’ giù di corda, pensare a questa frase mi aiuta…mi aiuta a scuotermi di dosso l’autocommiserazione e reagire.

Sono persuasa (non so se l’ho mai scritto in un post precedente quindi se mi ripeto, scusatemi) che quando ci capita qualcosa di brutto ci sta che per un piccolo lasso di tempo ci lecchiamo le ferite. L’importante è non crogiolarsi oltre quel punto in cui ci accorgiamo che l’autocommiserazione diventa una scusa per arrenderci…in cui il nostro dialogo interno negativo ci porta a non combattere più.

Se conosco questo limite è perchè l’ho ampiamente superato diverse volte e le conseguenze dell’esperienza che ne è seguita è una punizione più che sufficiente per chi l’ha superata. Già perchè a volte capita di incontrare persone che dicono di capirti perchè ci sono passate, ma pensano anche che devi essere raddrizzata e che per fare questo servano i metodi che son serviti loro.

Peccato che invece ognuno sa quando deve raddrizzarsi…e soprattutto trova il modo adatto a se per proprio conto. Certo chi ti è vicino è importante ma quando sei li che decidi per la tua vita…che é come quando arriva la nostra ora e ti scorre tutta la vita davanti sei solo, solo tu contro il mondo e sai benissimo che è su di te che puoi contare…se dalla tua vita vuoi tirare fuori qualcosa di buono.

Non perchè sei solo al mondo e/o improvvisamente disconosci l’affetto per le persone care ma perchè, per quanto esse potenzialmente potranno essere pezzi fondamentali della tua vita…sei tu che decidi, in prima istanza di cambiare la tua vita, di come cambiarla. E sei solo davanti a te stesso.

– Dovrà affrontare la porta dello Specchio Magico.
Si troverà faccia a faccia con il proprio io.
– E con questo? Cosa vuoi che sia per lui?
– Tutti sono convinti che sia facile. Ma sovente i buoni scoprono di essere crudeli, eroi famosi scoprono di essere codardi. Posti difronte il loro vero io, pressoché tutti gli uomini fuggono urlando. (La storia infinita)

Io ho il problema opposto: non ho paura di guardarmi dentro e salvo rari casi (che comunque ho affrontato ed accettato), non mi spaventa trovarmi a faccia a faccia con il mio io. Piuttosto invece riconosco di avere qualche problema con l’esterno: faccio moltissima fatica a fidarmi del prossimo e soprattutto mi riesce difficile immaginarmi a contatto col pubblico o inserita nella comunità. Sono una persona haimè molto introversa. E dico haimè perchè mi rendo conto che questo è un limite per la mia attività. Perchè io ho invece questa immagine di me nel futuro che è totalmente diversa da quella che io sono ora. È una me che non ha problemi a rapportarsi col prossimo, è una me che vive con gioia il suo successo, che organizza cose…che riesce nella vita grazie a tutte le sue qualità, una vita in cui è se stessa genuinamente…e beh i suoi difetti comunque ci sono ma li riesce a gestire bene.

Il motivo è semplice: io su di me ci posso contare e anche se a volte presa dall’entusiasmo tendo a sottovalutare le difficoltà so che posso migliorarmi. Faccio un casino di errori ma so riconoscerli, so affrontarli e so superarli. La mia vita dipende esclusivamente da me, la mia libertà dipende dal grado di responsabilità che io sono in grado di assumermi a proposito della mia vita.

Vale a dire che non esistono alibi: se esagero con l’alcol non è per colpa di alcunchì ma solo mia. Perchè sì, può capitare a tutti e capita spesso che si dia la colpa a qualcuno o a qualcosa se passiamo un brutto periodo. Ma la scelta di reagire o meno in un modo che sappiamo essere dannoso per noi, è solo nostra e di quella scelta siamo responsabili esclusivamente noi.  È esattamente come si dice nei polizieschi che io amo tanto: il movente, i mezzi e l’opportunità.  Solo che chi stai uccidendo sei tu. Sei tu che scegli di cedere. Non la delusione e la frustrazione quotidiana (o qualsiasi altra cosa che ci smuove dentro) ovvero il movente,  i mezzi  – e anche se questi ultimi non li hai sei portato ad ottenerli, comunque, esattamente come un assassino si procura l’arma del delitto; l’opportunità: che non è tanto un opportunità ma la tua scelta consapevole delle conseguenze. Punto. Non hai via di scampo da questa sentenza definitiva.

Può sembrare che  io sia troppo rigida nel giudicare me stessa ma, il rispetto di questa mia e unica semplice regola è stata, infine, l’unica cosa che mi ha tenuto e mi sta tenendo in vita. Adesso è il tempo che io mi metta anche altre regole….regole pensate per una vita sana, una vita serena, una vita spesa per ottenere questo senza dimenticare chi mi è vicino.

Le persone di cui ci circondiamo (quale che sia il tipo di relazione)  sono importanti e in qualche modo completano: ma il nucleo siamo noi stessi, non loro, così come per loro nei nostri confronti sono e devono considerarsi loro il nucleo da cui scaturisce la loro esistenza e se incontrate gente che ragiona su questo in maniera diversa, scappate a gambe levate…

Quando lo capisci, comunque, non puoi ritenerti “arrivata”: il percorso è ancora lungo perchè si tratta di passare dal pensiero all’azione. Tra queste boe (il dire e il fare) c’è in mezzo il mare… oppure un lago, oppure un’oceano o una pozzanghera…non è prevedibile quanto sarà lungo questo viaggio ne quanto ci metterai a completarlo.

Questa settimana Breszny se ne è uscito con questo oroscopo:

È mai possibile che l’entrata sia anche l’uscita? Che la risposta “sbagliata” sia quasi indistinguibile da quella giusta? E che il successo, o almeno il tipo di successo che conta veramente, arrivi solo se capovolgi il tuo punto di vista? Secondo me, la riposta a tutte queste domande è “assolutamente sì”, almeno per te in questo momento. Ho il sospetto che l’approccio più utile non sarà mai tanto semplice o tanto complicato come sei incline a credere.
Bilancia – 4/10 agosto 2016

 Credo che scoprirò che significa nell’arco della settimana che viene.

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