Quando sei nata portavi già i semi dei doni che un giorno saresti stata in grado di dispensare, delle influenze specifiche, degli insegnamenti e delle benedizioni che tu sola, tra tutti quelli che hanno mai vissuto, avresti potuto offrire al mondo. Stai mettendo a frutto queste tue potenzialità? Ho il sospetto che i tuoi semi siano maturati lentamente, ma nelle prossime settimane potrebbero maturare a un ritmo più veloce. Tutto dipenderà dalla tua intenzione di assumerti maggiori responsabilità, senza dubbio interessanti ma più gravose del solito.
Bilancia 18/24 agosto.

Tempo al tempo. questo è un percorso che sto facendo da diversi anni e non è esattamente semplice e soprattutto immediato lasciare emergere i propri doni, la propria essenza, le proprie capacità, mettere a frutto queste capacità non è così scontato come si crede. Soprattutto se si è multi-potenziali…quelli che di solito da piccoli vengono definiti con questa frase: “Una ne fa e mille ne pensa” e poi in seguito vengono biasimati perchè cominciano un casino di cose e non ne finiscono nessuna…

Ho convissuto per anni con tutta una serie di aggettivi negativi con cui i miei genitori e professori mi definivano. Negli anni però sono migliorata arrivando a comprendere da me quanto, proprio nel mio caso, sia importante mettere ordine e soprattutto stabilire priorità.

Il percorso sta procedendo bene…anche se devo imparare a dosare le forze rendendo questa routine il più fluida possibile e non una competizione olimpica giornaliera che mi lascia poi stremata per giorni. Se non ce la faccio devo rallentare il ritmo anche perchè se poi devo fermarmi per riprendere fiato per i giorni seguenti è facile distrarmi e deragliare dal percorso stabilito. Per instaurare nuove abitudini invece la routine deve essere costante, nei giorni, continua, fluida: é una conditio sine qua non del difficile compito di cambiare abitudini.

Nelle ultime settimane ho fatto amicizia con la condomina che vive infondo al corridoio della casa dove abito. Le ho fatto dei lavoretti in casa e avrei dovuto fargliene altri ma poi ha avuto spese improvvise e si vedrà poi…in ogni caso la cosa bella è stata scoprire che siamo entrambe in una fase di ridefinizione di se.

In più entrambe abbiamo fatto l’artistico ma mentre per me disegno, illustrazione e decorazione sono una professione, lei vorrebbe tornare a disegnare poichè per mantenersi ha dovuto scegliere di fare tutt’altra “carriera”… ed ora si sta rendendo conto che il lavoro, che inizialmente avrebbe dovuto essere semplicemente un modo per vivere serenamente ma permetterle di creare nel tempo libero, si è preso tutte le sue energie rendendo di fatto per lei impossibile fare altro, o quasi.

Molti ignorano che per creare, per essere creativi, ci vogliono molte energie: intellettive, fisiche, psicologiche. Preoccupazioni e stress, stanchezza (soprattutto mentale), non aiutano ma contribuiscono a bloccare il flusso creativo. E spesso questo blocco diventa fine a se stesso. Per chi si sente creativo e chi vorrebbe esserlo questo blocco è veramente doloroso e spesso e volentieri per cercare di superarlo si adottano strategie che lo rafforzano più che rimuoverlo. La mia esperienza in merito (perchè anche io ho vissuto il terribile blocco) mi ha insegnato quanto segue:

  1. La creatività non è un dovere ma un’opportunità. Assolutamente controproducente è decidere a priori quando esserlo e poi non riuscendovi sentirsi in colpa perchè non ci si è riusciti:  il senso di colpa è un’ulteriore mattone che regaliamo al nostro blocco creativo.
  2. L’ispirazione non arriva quando decidiamo noi ma può essere favorita grazie alla conoscenza di se stessi… ovvero sapendoci mettere nelle condizioni ideali (fisiche e mentali) perchè essa sgorghi naturalmente.
  3. L’ambiente e il contesto in cui vogliamo creare è importante. Avere uno spazio protetto, tranquillo ed organizzato è fondamentale. Fondamentale anche che sia pulito ed ordinato poichè l’ispirazione non si sa dove ci porta ma dobbiamo trovare subito strumenti e materiali per darle corpo.
  4. Pensare troppo fa più male che bene, una piccola azione è meglio. Chi vive il blocco creativo spesso si perde in elucubrazioni sul fatto di avere questo blocco. Essere consapevoli e scoprire i perchè di questo blocco è importante ma una volta conosciute le cause bisogna agire per rimuoverle in maniera efficace. Non servono gesti e azioni eclatanti ma piccoli passi e buon senso.
  5. Sbloccare la propria creatività è un percorso di “riappropriazione della propria dimensione creatrice” in maniera consapevole. Non è certamente una cosa immediata, soprattutto se questo bisogno di creare nasce dalla consapevolezza dolorosa di essere bloccati. La prima nemica di questo processo è l’aspettativa che questo percorso sia immediato, con questa nemica si accompagna spesso il pensiero assolutistico per cui…se non è così non se ne fa niente.
  6. Bisogna usare la creatività (uscire dagli schemi) per sbloccare la creatività. sembra un contro senso e in effetti la domanda che pure io spesso mi sono fatta è stata: ah bene…e mo come faccio? se sono bloccata creativamente ma per sbloccarmi devo essere creativa come ne esco? Eppure, tadann, nelle nostre giornate, quante volte usciamo piccole dosi di creatività per risolvere i nostri piccoli problemi quotidiani? La creatività è sempre presente, in tutti, certo non consiste nel disegnare o fare una scultura…ma si tratta di creatività cognitiva e intellettuale che sfuggono al blocco proprio perchè non è la creatività come l’abbiamo sempre intesa. Ed è questa che dobbiamo usare per sbloccare il resto della creatività che sentiamo più nostra, e proprio perchè la conosciamo bene, è bloccata.

Io e il mio blocco creativo.

Ho sofferto di un blocco creativo enorme e pervasivo che è cominciato quando ho chiuso il negozio ed ho continuato la mia attività da casa nel 2011 e si è gradualmente aggravato più o meno fino all’autunno scorso.

A peggiorarlo anche una crescente sindrome di impotenza appresa riguardo alla mia vita a confronto col mondo che mi circondava…Ad alimentarlo pensieri dominanti che più o meno dicevano così:

Io vorrei davvero fare qualcosa di utile per me ma sembra quasi che qualsiasi cosa io faccia peggiori solo la situazione, allora la cosa più utile è non fare niente…

Se faccio qualcosa di buono sicuramente poi capiterà qualcosa di brutto che livellerà questo squilibrio e fotterà in toto tutto il resto

I miei pensieri, il mio dialogo interno, insomma, si nutriva di sensi di colpa, la sensazione di non meritare nulla di buono, il senso di impotenza, la paura di fallire di nuovo, la certezza che anche cercando di fare il bene poi questo magicamente si tramutasse in male oppure un mal interpretato karma per cui qualsiasi cosa io avessi di buono poi lo dovessi pagare a caro prezzo. Chissà perchè.

Mi sentivo tappata. Ma la sensazione peggiore era quello di sentirmi un fiume in piena senza possibilità di poter esprimermi perchè il letto del fiume in cui avrei dovuto sfogarmi era bloccato.

Mi vedevo come in questa immagine qui:

Me-e-il-blocco-creativoHo diviso la creatività in 4 tipi di creatività che mi sembrano congeniali:

  1. La creatività Cognitiva: significa saper imparare, spesso e volentieri si attiva con le cose che ci piacciono, ci incuriosiscono e ci interessano e ci fanno dimenticare tutto il resto. Grazie ad essa arricchiamo ogni giorno il nostro patrimonio di conoscenze, grazie a lei quel che impariamo lo impariamo a livello profondo e tendiamo a ricordarlo per tutta la vita. Si alimenta anche grazie alla creatività intellettuale che permette di fare collegamenti inusuali tra le informazioni raccolte.
    Principali inquinanti:
    programmi tv e riviste spazzatura, bufale e cazzate online, sovraesposizione informativa, overthinking.
    Conseguenze: analfabetismo funzionale, ovvero la nostra capacità di imparare e collegare tra loro i fatti va in tilt.
    Rimedi: dieta mediatica, selezione delle informazioni, rimuovere dai contatti chi condivide solo bufale, citazioni motivanti (che si guarda bene dal seguire) spazzatura. Limitare stesso genere di amicizie reali, piagnoni, vampiri emotivi.
  2. Creatività Intellettuale: dipende moltissimo da quella cognitiva e consiste nel saper pensare ovvero: la capacità di farsi opinioni proprie attraverso ciò che si conosce e facendo/vedendo collegamenti inusuali, saper vedere e pensare oltre gli schemi. È fondamentale per progetti complessi come definire un modello di business, progettare un mobile, risolvere e superare piccoli e grandi problemi di tutti i giorni.
    Principali inquinanti: nutrendosi di tutto ciò che contiene il nostro cervello, conscio e inconscio che sia, tutto può essere potenzialmente un’inquinante. Per fare un’esempio: le distrazioni ambientali come telefonate inopportune quando state per mettervi al lavoro. La fretta, troppo stress, preoccupazioni varie.
    Conseguenze: gradualmente si scivola nell’apatia e comincia a svilupparsi la sindrome da impotenza appresa.
    Rimedi: Quando decidete di metterla in moto ISOLATEVI da qualsiasi tipo di distrazione, mettetevi in stato di quiete e calma, in un’ambiente pulito e ordinato preparato ed organizzato per quello che dovete fare. Personalmente io faccio sessioni di 45/50 minuti in cui mi isolo dal resto del mondo (spengo cell e telefono, chiudo facebook ed eventualmente internet).
  3. Creatività pratica: si può definire come un aspetto della creatività intellettuale ma riguarda la pratica e la capacità di “fare le cose” e comprende di solito una spiccata manualità, conoscenza di come funzionano le cose e dei loro meccanismi per trovare soluzioni efficaci. Entra in campo quando progettiamo o dobbiamo riparare/realizzare un oggetto meccanico (per esempio un mobile), così come quando ideiamo o dobbiamo risolvere problemi di sistemi complessi astratti come le iterazioni tra gli stakeholder di un modello di business ma ancora più una strategia di comunicazione e marketing o una strategia politica.
    Principali inquinanti: distrazioni, stress, fretta, stanchezza fisica e mentale, preoccupazioni varie.
    Conseguenze: procrastinazione, problemi che da semplici diventano complessi. Sindrome da impotenza appresa, scarsa igiene e pulizia.
    Rimedi: quando si decide di applicarla fare come per la creatività intellettuale: isolarsi dalle distrazioni, crearsi un’ambiente ordinato e organizzato in cui operare. Progettare disegnando a mano ciò che si vuole costruire e preparare tutto l’occorrente quando si passa alla fase realizzazione.
  4. Creatività artistica: ovvero quella che tutti considerano la creatività propriamente detta. Riguarda arte (disegno, scultura, fotografia, grafica e illustrazione, decorazione), musica (qualsiasi strumento sia in fase interpretativa che improvvisazione), scrittura (narrativa, poesia, copywriting), cinema e teatro (sceneggiatura, regia, recitazione). Di solito se la creatività intellettuale e pratica sono bloccate, quella artistica risulta pesantemente compromessa e bloccata pur essa…perchè non è altro che la sintesi delle prime due. Per questo gli inquinanti sono i medesimi, le conseguenze sono però oltre che quelle elencate anche di tipo psicologico: depressione, frustrazione, confusione mentale, disagio esistenziale, somatizzazioni, crisi di panico (soprattutto per chi è stato sempre creativo e sente questa esigenza come un bisogno irrinunciabile).
    I rimedi: come ho detto è un lungo percorso che ha lo scopo di liberare tutti i canali creativi dagli ostacoli ed eliminare qualsiasi agente inquinante. Consiglio di cominciare a piccoli passi, liberando degli spazi temporali precisi e dedicandoseli senza se e senza ma. Attenzione tuttavia, come detto più sopra: non deve essere un obbligo. Quello spazio temporale è per voi e potete utilizzarlo per fare qualsiasi cosa che vi rilassi e vi faccia stare bene può darsi che al pieno sviluppo della vostra creatività ci arriverete col tempo perchè, soprattutto se siete rimaste bloccati per molto tempo, probabilmente dovete riscoprire il vostro nuovo modo di essere creativi non abbiate paura di sperimentare e di ascoltarvi.

È così che io ho sconfitto il blocco e credetemi che è sempre dietro l’angolo, non ne sono ancora fuori del tutto. Una delle conseguenze più importanti e pervasive del blocco creativo totale è che le energie fisiche e mentali si riducono drasticamente perchè non le si allena e ci si ritrova ben presto che ci si stanca un casino per fare le minime cose.

In alcuni casi non si può evitare di non avere a disposizione le energie necessarie perchè esse ci sarebbero ma sono impiegate per svolgere il lavoro che ci permette di essere autonomi e/o per occuparsi dei figli o della famiglia. In questi casi esiste sempre la possibilità di ritagliarsi uno spazio e del tempo seppur minimo e comunque salutare.

Potreste anche incontrare delle resistenze da chi vi circonda: partner/marito, figli e parenti stretti, che potrebbero considerare questa vostra nuova esigenza come qualcosa di bizzarro che vi distrae dai vostri “DOVERI” tranquillizzateli dicendo che i vostri “DOVERI” non sono in pericolo ma anzi, starete molto meglio di prima, sarà così…  Se invece non dovessero sentire ragioni ed anzi cominciassero a boicottarvi ed ostacolarvi in ogni modo mi dispiace per voi ma l’unica soluzione è allontanarvi da queste persone quel tanto per difendere questi spazi creativi. Ovviamente spero che non sia così e che chi vi è accanto sia felice che vogliate tornare ad essere creativi perchè sanno che questo vi rende più felici.

Tuttavia se così non fosse…purtroppo… vi state scontrando con un’aspetto della personalità (narcisista ed ottusa) di queste persone che forse non avete mai avuto occasione di vedere o peggio non avete voluto vedere. Ci potrebbero anche essere figli di mezzo, in ogni caso anche se cercherà di darvi tutte le colpe non cedete perchè l’amore per i vostri figli non viene certo messo in discussione dal fatto che vogliate essere più creativi o dalla fine della storia d’amore con l’altro genitore, tutt’altro: proprio per insegnare loro e dare il buon esempio siate assertivi ma anche fermi nel difendere il vostro diritto di essere creativi e proprio perchè l’altro vi ostacola difendere questo diritto è sacrosanto ma anche esempio per i vostri figli.

Tra le cose belle che vi accadranno ricominciando a coltivare la vostra creatività in maniera consapevole e sbloccandovi ci sono:

  1. Sarete molto più rilassati e contenti del solito, riuscirete a prendere la vostra quotidianità con leggerezza e maggiore buon senso e meno frustrazione con ovvie positive ricadute sulla vostra vita in generale.
  2. Rimuovendo inquinamento mediatico, distrazioni ed ostacoli al flusso creativo e concedendovi i vostri spazi e i vostri tempi vi sentirete più leggeri….
  3. Sentirete il flusso creativo aumentare e se non avrete fretta e allenate le energie invece di buttarvi in IV su un nuovo progetto ambizioso…
  4. Anche le energie aumenteranno esponenzialmente permettendovi di fare sempre di più…non solo nella vostra vita creativa ma in generale.
  5. La creatività riscoperta in età matura ha l’indubbio vantaggio della consapevolezza ma anche della necessaria serenità derivante dal fatto che non si hanno aspettative di carriera ma si lavora ad un progetto creativo gustandosi il processo stesso, fine a se stesso. Il risultato è spesso un’opera sicuramente migliore e chi lo sa… solo con calma e serenità e zero aspettative secondo me si potrebbe anche osare l’idea di reinventarsi professionalmente.

C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute. Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere, magia. Incomincia adesso.
(Attribuita a Wolfgang Goethe.)

 

ciau a presto….

 

 

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