Mi scuso se sono un po’ assente e non scrivo molto in questo periodo, ci ho messo un po’ di giorni a riprendermi dai festeggiamenti del compleanno perchè benchè siano stati giorni molto belli e a maggior ragione per questo, sono stati anche molto stancanti. Sì anche la felicità stanca.

Domenica posso dire di aver concluso il secondo passo, anticipando alcuni lavori del passo seguente nell’attesa che mi venisse l’ispirazione per finire il vademecum che è stato spostato al terzo passo che da domani mi accingo a cominciare.

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Il lavoro di fattorina è stato definitivamente abortito per via dello sciopero che i miei potenziali colleghi hanno fatto negli ultimi 10 giorni, rivelando una situazione di drammatico sfruttamento oltre che una perdita di tempo (vieni pagato a consegna non per le ore che passi fuori anche se inattivo), chi ha partecipato a questa sollevazione è stato poi punito, con la riduzione dei turni e il blocco dell’accesso all’App. Trovo veramente indecente e inaccettabile come situazione e quindi sono ben contenta che non mi abbiano chiamata e mi guardo bene dal mandare la mia riprensentazione.

Ho trovato però un’altra occasione di lavoro o meglio, un’occasione di collaborazione, sicuramente più vicina ai miei interessi e la mia attività, con uno studio di decorazione che lavora già su Roma (dove ha aperto la prima sede) e Milano, e recentemente hanno un referente anche su Torino e ovviamente cercano decoratori e creativi quindi avrei deciso di candidarmi.

Devo dire che contrariamente al mio solito malfidente indugio, l’idea di avere un referente che mi passa i lavori mi attrae…perchè sono veramente molto stanca e già quello che sto facendo su più fronti mi fa uscire di senno perchè sono veramente tante le cose di cui prendersi cura quando si vuole avviare un’attività di successo. E serve organizzazione.

Proprio per questo anche questa settimana breszny mi ha stupita:

La maggior parte di noi non può farsi il solletico da sola. Visto che abbiamo il controllo cosciente delle nostre dita, sappiamo che possiamo fermarci in qualsiasi momento. Senza l’elemento dell’incertezza, il riflesso non scatta. Ma forse nelle prossime settimane potresti essere temporaneamente esente da questa regola. Te lo dico perché i presagi astrali fanno pensare che avrai una straordinaria capacità di sorprendere te stessa. Proverai regolarmente nuovi impulsi. La tua specialità sarà essere imprevedibile e spontanea. Divertiti a fare quello che di solito non fai.
Breszny Bilancia 13/19 Ottobre

Il titolo di questo post me l’ha ispirato Mari che ha scritto un post prendendo come ispirazione un film su san francesco, la Regola francescana,  per esprimere i suoi dubbi circa la necessità o meno di scendere a dei compromessi. Il concetto di “troppo”.

Ma è stata la parola Regola che ha preso il sopravvento…

leggendo la sua risposta al mio commento mi sono resa conto che come Mari sto cercando, costruendo, scoprendo la mia “Regola”

Innanzi tutto vorrei dire che a me, sin da piccola, ha sempre incuriosito e attratto l’idea della vita monastica a prescindere dalla religione e dalla preghiera e la fede di riferimento. Forse perchè a partire dalla mia famiglia (a parte mia madre), non c’è mai stato nulla di sicuro e stabile ed era piuttosto una situazione estremamente precaria dal punto di vista emotivo. Avrei voluto andare in collegio, come mia madre spesso minacciava (a differenza di mia sorella che invece ci è andata e non le è piaciuto.) e mi è sempre piaciuta l’atmosfera di pace che si respirava nei chiostri, anche attraverso lo studio dell’arte e della storia: questa pace traspirava dalle parole e dalla narrazione. Una vita strettamente ordinata, una routine scandita da attività sempre uguali, giorno dopo giorno e il silenzio. La serenità di una vita trascorsa senza che, a parte essa, nient’altro ci appartenga ma sia condiviso con altri.

I soldi sono uno strumento inventato dall’uomo per favorire gli scambi commerciali, nient’altro deve essere e per nient’altro deve essere usato –  e a titolo puramente personale non dovrebbe nemmeno essere l’unica forma di scambio.

Purtroppo però esso viene interpretato come qualcosa di più ovvero ciò che può farti apparire ciò che non riesci ad essere e anche grazie a questa interpretazione (abbastanza eretica se tornassimo alla valutazione fondamentalista cristiana) il denaro è spesso stato usato per ridurre in schiavitù il prossimo. Siccome sempre più persone non riescono più ad essere, visto che apparire è più facile, ecco che il denaro ha assunto sempre più importanza. Siccome poi non riuscendo più ad essere, sempre più persone non sono in grado di relazionarsi con il prossimo ecco che il denaro è diventata un’arma di ricatto per far fare agli altri ciò che non vogliono… dal lavoro fino alle relazioni affettive in cui sia uomini che donne (si purtroppo la violenza psicologica è appannaggio di entrambi e sessi, e con frequenza maggiore  – rispetto agli uomini – dalle donne) utilizzano una momentanea o persistente situazione di bisogno dell’altro per infierire anche ad altri livelli di controllo.

Si sfruttano i decifit delle persone, i sensi di colpa, le aspirazioni mancate, i rimpianti ed i rimorsi, si istiga l’illusione che serva davvero poco per diventare ciò che si vorrebbe… dimenticando però che una cosa può diventarne un’altra solo se già è qualcosa, in assenza di questa sostanza, o nella sua ignoranza, una persona non può diventare diversa se non conosce la base da cui parte. E di messaggi simili siamo bombardati ogni giorno.

Col risultato che:

Vedo nel Fight Club gli uomini più forti e intelligenti mai esistiti. Vedo tutto questo potenziale. E lo vedo sprecato. Porca puttana, un’intera generazione che pompa benzina, serve ai tavoli, o schiavi coi colletti bianchi. La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la grande guerra né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock star. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene! (Tyler Durden – Fight Club)

Per questo non amo particolarmente il denaro: ne riconosco l’utilità ma non l’ho assunto a mio mentore di vita. Mi basta quello che mi serve per vivere dignitosamente e poter essere libera di essere e seguire la mia “Regola”, una volta che l’avrò definita.

Tuttavia adesso, nella fase di costruzione della stessa, sento prima di tutto l’esigenza di dare una maggiore organizzazione alla mia vita…anche perchè esattamente come quelle monastiche la mia Regola non è solo un insieme di direttive spirituali ed etiche mie personali, ma è anche contraddistinta da una routine fissa, da un metodo di lavoro preciso, scandito dai vari periodi della giornata (mattina, pomeriggio e sera) in base alla mia efficienza mentale e fisica in modo da riuscire davvero a dare il massimo ma prevede anche i miei momenti di relax e di svago e riposo fondamentali per il mio benessere.

Credo che tutti abbiamo una nostra propria regola, la nostra. È una cosa molto intima…ed è il risultato del proprio lavoro su noi stessi che non è sempre facile, si tratta di un lungo percorso…di presa di coscienza di se ma anche di sperimentazione.

Non sempre questa strada è agevole ma sono persuasa che sia l’unica in grado di dare all’essere umano uno scopo (o più) nella propria vita e l’unica via attraverso cui può veramente proteggere la propria indipendenza di pensiero, le proprie scelte di vita e la capacità di raggiungere i propri obiettivi personali, professionali e sociali.

Credo proprio che comincerò a mettere per iscritto almeno quelle parti che sin ora si sono consolidate, procedendo poi in futuro a completarla con le altre, che si consolideranno nel tempo.

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