Ho avuto un piccolo down in questi primi giorni del 2017 ma niente di così terribile…anzi ho imparato qualcosa perchè è stato strano: anche se ero bloccata – e questa condizione mi fa sentire molto male – mi sentivo comunque felice e grata per l’anno appena trascorso.

Ed è stato Breszny che invece di bloccarmi infruttuosamente a cazzeggiare mi ha spinto a riflettere:

Nel 2017 mi auguro che tu sia palesemente unica.
Vorrei con tutto il cuore che non avessi nessuna inibizione nell’esprimere le tue inclinazioni più profonde, sfacciate e primitive. Ti suggerisco quattro grida di battaglia.
1) “Non essere ossessionata dalla perfezione!”, come dice il mio amico Luther.
2) Parafrasando la poeta Marianne Moore, la forza creativa emerge quando vinci la tua tendenza a rimanere distaccata.
3) Se vuoi essere originale, abbi il coraggio di essere una dilettante, per parafrasare il poeta Wallace Stevens.
4) Come disse il maestro zen Shunryū Suzuki, “nella mente del principiante ci sono molte possibilità, in quella dell’esperto ce ne sono poche”.
Breszny_Bilancia 5/11 Gennaio 2017

E’ stato molto frustrante essere riuscita a fare determinate cose che dovevo fare da mesi e taaac! qualcosa di esterno  interveniva per impedirmi di portare a compimento ciò che stavo facendo…e ancora più frustrante che questi impedimenti fossero cazzatine. E questo mi ha indispettito parecchio.

Dopo alcuni giorni di blocco proprio Breszny mi ha fatto capire quello che provavo: non è la prima volta che mi accade ma stavolta mi è parso estramente palese che in buona parte i miei down sono dovuti al fatto di aver paura di stare bene. Altrettanto evidente è stato il malsano attaccamento alla mia zona di dis-comfort. Perchè non potrei certamente chiamarla di comfort.

Potrei fare molte metafore per descrivere la situazione ma quella che secondo me funziona meglio è la seguente:

Il guardaroba

Quando eravamo piccoli molti di noi non facevano in tempo a “consumare” le proprie scarpe e i propri indumenti preferiti perché crescevamo troppo in fretta… poi abbiamo smesso di crescere fisicamente e da allora il motivo per cui cambiamo o sostituiamo i nostri capi di abbigliamento sono legati all’usura e al nostro gusto personale.

Esattamente come i vestiti anche le nostre condizioni esistenziali possono smettere di piacerci e quindi le possiamo cambiare, solo che nel caso delle condizioni esistenziali è un po’ più difficile.

La zona di comfort esistenziale mi piace pensarla come un vestito che ci piace, in cui stiamo bene e che ci sta bene ovvero un capo di abbigliamento confortevole da qui comfort… con l’andare del tempo a questo vestito leghiamo anche bei ricordi.

Ed è qui che casca l’asino del comfort esistenziale: i ricordi e quindi le convinzioni e le abitudini che non riusciamo a cambiare nonostante la condizione esistenziale che viviamo si sia degradata ed abbia cominciato a smettere di essere confortevole…

Non riusciamo a cambiare, metaforicamente parlando, perchè non siamo sicuri di trovare un’altro modello che ci piaccia ugualmente e nel caso “esistenziale” vero e proprio perchè pur sapendo che nella situazione in cui siamo non stiamo più bene non sappiamo quello che troveremo cambiando.

il Break Even Point del cambiamento

In economia Break Even Point indica la quantità di vendite necessarie per pareggiare i costi sostenuti per produrre una data cosa.

Nell’ambito del cambiamento è quanto ci rendiamo veramente conto che andare avanti così è semplicemente suicida.  Quando tocchiamo il fondo.

Quando avviene infatti il cambiamento? quando ciò che prima era confortevole non lo è più e ci troviamo in una situazione in cui lo sconforto è tale che pareggia la paura di non trovare di meglio.

E la paura della felicità o meglio (visto che sono già felice) “di stare bene” dove salta fuori? Sappiamo benissimo cosa vogliamo e cosa fare per ottenerlo ma mille timori ci bloccano…mille dubbi… e se poi scopro che in realtà non mi piace? Ci possono essere migliaia di paure dubbi e timori ma sono del tutto legittimi e umani. Ma sono seghe mentali pazzesche.

Abbiamo paura di stare bene? ma allora quindi già sappiamo come staremo… che dubbi dovremmo avere. E se scopriamo che non ci piace o non fa proprio per noi quello che credevamo ci piacesse?  Bonci, sapremo qualcosa di più su noi stessi e aggiusteremo la rotta, no?

Devo ammetterlo… la mia idea di adattamento era piuttosto diversa da quella che tutti studiamo sui nostri libri di scuola a riguardo della teoria dell’evoluzione umana di Darwin. Fino ad adesso e soprattutto negli ultimi anni, per me la parola Adattamento è arrivata a corrispondere a “Resistere e conservarsi per i tempi migliori.

Ci credo che ero bloccata…ero in letargo!

Col senno di poi mi sto rendendo conto di quanto invece questo percorso che ho intrapreso (e di cui racconto in questo blog) quasi un anno fa (il 2 febbraio!) può essere visto non solo come una ricerca della strada per raggiungere il mio benessere ma anche come un percorso di radicale cambiamento del mio concetto di Adattamento,  verso una  definizione più darwiniana:

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.
(Attribuita a Charles Darwin)

Wow mi sto evolvendo come la mia carta paypal!

Sì, mi sto evolvendo! 😀

Io credo che tutti ci evolviamo, così come di fatto io mi sono adattata (il letargo può essere inteso come un adattamento alle condizioni climatiche che diversamente ucciderebbero l’orso) solo che ora per me è venuto il momento di svegliarmi dal letargo…ecco.

Mi piace e mi motiva la consapevolezza dell’evoluzione che sto avendo e che di conseguenza sta avendo la mia vita.

Concludo con la tavola kanban che ho fatto per me stessa e a cui poi proprio ieri sera, ho aggiunto una mia personale evoluzione (manco a farlo apposta). La sto usando da due giorni e sta funzionando benissimo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

routine-calypsoIn cosa consiste l’evoluzione? nel fatto che le tre colonne originali (Da fare oggi, Sto facendo. Ho fatto) sono a loro volta divise in tre zone: mattino, pomeriggio e sera…secondo la meme pubblicata due post fa.

Bonci adesso comincio ad impostare il nuovo percorso, che prevedo simile a livello di “template” ma molto diverso nei contenuti e anche in alcuni aspetti metodologici.

Probabilmente cambierò anche il template del blog.

Stay Tuned 🙂 perchè ci sentiremo presto.

Annunci