ciao, carissimi lettori…

non ho idea di quanto tempo è passato dall’ultimo post e in questo lasso di tempo son successe tante di quelle cose…che elencarle tutte in una volta equivarrebbe a scrivere un post che metterebbe a dura prova la vostra pazienza, per la sua prolissità.

Ogni volta che in questo mese e 10 giorni che son stata pressoché latitante da questo spazio arrivava il giovedì avrei sempre voluto trovare il tempo di scrivere ma alla fine, passavano i giorni e siccome io ho l’abitudine di rileggere il giorno dopo prima di postare, i giorni passavano. Alla fine, nel frattempo, erano tante le cose che (mi) accadevano che quello che avevo scritto risultava non tanto obsoleto, ma avrei dovuto stravolgerlo per dire tutto quello che avrei voluto dire…

Così ho la mia board degli articoli piena di post incompiuti. Post che però mi riservo di pubblicare, in futuro, con la data che avrebbero dovuto avere. Perché comunque vi sono espresse idee e riflessioni interessanti. Integrandoli però dei risultati che ne sono scaturiti… per esempio, il post che narra di una mia visione onirica estremamente interessante, ricca di simbolismi estremamente rivelatori…e che voglio dipingere assolutamente.

Anche questa volta (4 maggio ) comunque Breszny è stato rivelatore…in particolare quando dice:

Quello che voglio dirti è che il tuo tema del momento è la metafora della resurrezione. Devi partire dal presupposto che in un certo senso è la risposta a qualsiasi domanda. Rallegrati al pensiero che anche se una parte di te è morta, rinascerà in una nuova forma.

Che dire? Io non ho proprio parole. Breszny ha fatto come una fotografia del particolare stato in cui mi sento e che in questo periodo mi sembra stia raggiungendo il culmine, il suo acme, il suo zenit.

La resurrezione è un tema di cui ho parlato spesso in questo blog, e non solo:

La resurrezione è il tema principale del logo della mia attività e riguarda anche alcuni ambiti della “professione” che esercito, visto che riciclo tessuti, imballaggi di ogni materiale(cartone, vetro, plastica, ferro), cassette in legno, mobili ed accessori a cui do una nuova vita.

Io sto risorgendo…una parte di me che credevo morta, sta rinascendo in una nuova forma, appunto, più matura e consapevole, una me bambina/adulta che ho saputo integrare con mesi ed anni di lavoro su me stessa.

E non voglio mentirvi e non è nel mio interesse farlo: provo una ragionevole paura.

Paura perché questa trasformazione, come dicevo prima, sta raggiungendo il suo culmine di intensità…e non è sempre facile gestire il tutto (visto che nel frattempo devo anche lavorare per mantenermi, portare avanti progetti, aggiornare il sito e la pagina fb e già questo non è facile da gestire di per se) e quindi avendo una serie di cose da fare, queste fermate – quando la trasformazione si impone alla mia attenzione – mi portano a chiedere: quanto ci metterò a fare questo? guardo riuscirò a fare quest’altro?

Ho una ragionevole paura del futuro…del tutto umana e legittima, ma ho anche fiducia nel futuro perché sono consapevole di essere sulla strada giusta e questo, credetemi, mi sta dando una marcia in più.

Credo che sia venuto il tempo veramente di imbrigliare e dare una struttura ai miei progetti e le mie attività. Una routine e delle priorità. Non dimenticando un certo lasso di tempo libero per lasciare scorrere la creatività e la fantasia liberamente, per uscire e divertirmi e fare vita mondana (ad orari più confacenti alla routine).

Non voglio essere una macchina da guerra produttiva… voglio una routine quanto più umana, pacifica, serena ovvero collimante con il mio benessere che a sua volta fa rima con una buona produttività. Una produttività umanamente sostenibile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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